Scritto da 10:58 News

Un nodo in gola.

di Andrea Belleri

Argine del Po, km 40, abbiamo passato da poco l’ultimo ristoro.

La sua voce mi rimprovera: “Non guardare l’orologio”.

La gente ai bordi delle strade ci urla che ci siamo, che manca poco.

Svolta a sinistra, Piazza Vittorio Veneto. 

L’adrenalina ora si fa sentire davvero, forte. Le gambe, un po’ per la stanchezza ed un po’ per l’emozione iniziano a tremare.

Via Po, km 41, questa lèggera pendenza sta rendendo tutto più difficile.

La bellezza di questa via però, i suoi portici, la sua storia ed i suoi caffè ci prendono per mano e ci spingono avanti.

Ancora La sua voce:” Tempo? Quanto siamo?”

Scuoto la testa. Un nodo in gola mi impedisce di parlare.

Piazza Castello.

Suggestiva, colorata, gioiosa, piena.

“Luca, ce l’abbiamo fatta”, riesco solo a dire.

Gli ultimi 300 metri sono una passerella d’onore che vorrei non finisse mai.

L’arrivo è un trionfo di emozioni. È un urlo liberatorio.

Il cronometro si ferma e con lui le gambe. Sono svuotate. Non hanno più nulla da dare.

Io sono svuotato. Quello che potevo dare, l’ho dato nei 42km195m appena conclusi.

Crollo in ginocchio.

Il cronometro si è fermato davvero: 2ore28minuti19secondi.

Il traguardo è un abbraccio vero, sincero. Un abbraccio di ringraziamento. Da soli non avremmo mai ottenuto ciò che abbiamo ottenuto.

La gara è un viaggio.

È un viaggio in una Torino da favola. Una Torino fredda (-3 gradi alla partenza) ma che emana calore grazie alla sua gente.

È Un viaggio con due protagonisti.

Due protagonisti che nel corso dell’ultimo anno hanno imparato a conoscersi. Hanno imparato a capirsi.

Due protagonisti che sono cresciuti e migliorati insieme.

Sono partiti insieme, e spalla a spalla si sono aiutati, spronati e supportati (Si, in una maratona un momento difficile arriva sempre).

Insieme hanno abbattuto il famoso muro, e sempre insieme sono entrati in piazza castello, con le braccia alzate, vincitori.

La Maratona! Maestra severa, che non fa sconti. Maestra che non lascia spazio all’improvvisazione. Quando ti presenti davanti al suo nastro di partenza devi essere preparato, pronto atleticamente, fisicamente e mentalmente. Lei non ti darà la possibilità di inventare nulla.

Va rispettata, studiata. Le dovrai mostrare rispetto, impegno e dedizione.

Durante la gara, sarà lei a studiare te. Ti metterà alla prova, ti stuzzicherà e provocherà.

Se saprai resistere però, ti premierà in grande, con una soddisfazione che difficilmente ha eguali a livello sportivo.

Personalmente a Torino ci arrivo davvero sereno. 

Tutto quello che andava fatto è stato fatto. 

Le tempistiche rispettate. 

Gli allenamenti e i vari test sono stati superati.

Ci arrivo anche più libero a livello mentale. Ho avuto il piacere di dividere ore e km con amici, Faber e Gì, che hanno reso più leggero l’avvicinamento a questo appuntamento. 

Ho avuto la fortuna di condividere le famose sedute di qualità con Enri e Luca, che le hanno rese più facili.

Ci arrivo anche più consapevole dei miei mezzi, e anche se lo tengo sotto traccia , sono consapevole di quello che deve essere il mio reale obiettivo per questa gara.

So che non tutti gli anni si ha la possibilità di poter affrontare una maratona per correrla sotto le 2ore30min. Gli imprevisti, gli stati di forma altalenanti e tante altre variabili possono condizionare i momenti e le preparazioni alle gare. È un po’ come per un calciatore aver la possibilità di giocarsi una finale importante. Non sa se in futuro avrà mai la possibilità di rigiocarne un’altra.

Sono consapevole che è la mia grande occasione, e non voglio farmela scappare.

Le 2ore28min19secondi sono il coronamento di un sogno.

Rappresentano Tredici settimane di allenamenti duri, di km macinati e di permessi per uscite anticipate a lavoro.

Rappresentano Tredici settimane di programmazione, dedizione e sacrificio.

Rappresentano Tredici settimane di pensieri, dubbi e domande.

Sono però la dimostrazione, che i risultati, piccoli o grandi che siano, non arrivano per caso. 

“Arrivano da sveglie anticipate, scelte difficili, rinunce intelligenti e dal quel ‘oggi lo faccio comunque’ anche quando sarebbe più facile rimandare”.

Come diceva qualcuno, SUCCEDE A CHI CI CREDE!

Un grazie di Cuore a Luca. Compagno leale e sincero. Protagonista, insieme al sottoscritto, di questa piccola impresa. È stato un onore poter condividere con lui questa esperienza. atleta serio e dall’entusiasmo coinvolgente. Mi auguro solo di aver la possibilità di poter correre ancora gare così. Chi ha detto che la corsa è uno sport individuale?

Grazie a Gigi Bresciani, l’architetto di questo risultato. La prima persona che ho voluto sentire dopo la gara. La mia guida. 

Per ultima, ma non per importanza, grazie a lei.

Lei che è L’unica che avrebbe la facoltà di giudicarmi ma che non lo fa mai. 

Lei che ha condiviso con me queste tredici settimane. 

Lei che rispetta i miei silenzi.

Lei che ha sempre un sorriso e una parola dolce

Lei che mi basta un abbraccio. 

Lei che senza saperlo è la mia forza.

Grazie Ale, con tutto il cuore.

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