Atletica falegnameria Guerrini

Società sportiva podistica di Borgosatollo (Brescia)

I 1500 in pista, una gara tosta!!

Aprile 19th, 2021

di Anna Zaltieri

velo

Ogni tanto mi chiedo cosa penserà la gente, in particolare gli atleti più veloci o i tecnici, quando vedono una come me che corre un 1500.
Penso che gli verrebbe la voglia di spingermi … o di mettermi un petardo nel di dietro per darmi la carica!
Eppure anche se certe distanze non lasciano esprimere al meglio le mie caratteristiche, io ne vado orgogliosa e continuo a credere di potermi migliorare.

Alcuni risultati sono anche inaspettati, io che in genere corro sul ritmo quando mi trovo ad affrontare un 1500 al passo di 4.09 mi stupisco di me stessa.
Ieri è stata una giornata così.
Non avrei pensato di avvicinarmi al mio personale e invece… ma partiamo con ordine.

La pista di Concesio, in mano per una domenica pomeriggio all’Atletica Lonato, Vighenzi, Vallecamonica e al Comitato Provinciale Fidal, mette in campo una riunione di interesse nazionale per cadetti e allievi e 1500 per assoluti, l’evento è onorato da circa 600 partecipanti.
La Guerrini schiera me e Luca per i 1500 metri.

Per fortuna le mie avversarie e amiche di corsa sono tutte atlete di spessore nel senso che gareggiano e hanno soprattutto una perenne gran voglia di farlo! E quindi mi ritrovo con le solite Nadia Turotti della Rebo Gussago, Muca Flutura del Rodengo Saiano e Tiziana Turelli del Paratico.

Squadre diverse, tempi abbastanza allineati e stessa grinta e voglia di mettersi alla prova.
Peccato che Nadia venga inserita nella batteria successiva alla mia perché facciamo lo stesso tempo, avremmo potuto aiutarci!
Nel mio turno ci sono invece Tiziana che nelle gare corte è molto più veloce di me e Muca con cui mi accordo per farmi tirare, la sua esperienza e il suo scatto mi gioveranno.

Partiamo insieme e veloci, mi pare che rimaniamo sotto i 4′ nel primo 400.
Al passaggio del 300 Muca aumenta quel poco che non riesco a tenere e mi sgancio, continuo a guardarla per aiutarmi mentalmente ma rimango sola.
Eppure riesco a strappare un 6.14.71, un secondo sopra il mio personale e non è davvero male considerando che non mi alleno per i 1500 e che ho addosso un bel po’ di allenamenti della settimana.
Sono contenta ma avrei già voglia di correre ancora per abbassare un po’!

lucaDopo non molto partono gli uomini, sono sicura che Luca oggi farà del suo meglio, dopo il 10.000 in pista del 10 aprile in cui è saltato ha avuto una grande lezione di sport e di vita.
Si approccia infatti bene e con intelligenza aiutato anche dall’inossidabile Giorgio Bresciani che certo non si può dire che non sia un esperto conoscitore di tempi e modi dell’atletica.
Qualche manata Luca deve darla per portarsi avanti, d’altronde in pista ogni tanto bisogna sgomitare!
Chiude con un’ottima prestazione in 4.39.20 e fa pace con le competizioni.
E’ per questo che alla domanda: Gareggio oggi? La risposta corretta è sempre sì!

Perchè non c’è miglior allenamento della gara, per capire a che punto si è con la preparazione, per temprare la testa, anche se la gara va male o se si salta.
Le delusioni valgono più dei successi.
Perchè verificare alcune volte anche in modo cocente i propri limiti, costruisce una personalità atletica fondamentale per avviarsi al successo e per picconare pian piano i propri muri personali.

Termino con un ringraziamento sentito per tutti quelli che fisicamente si sono impegnati nella sorveglianza ai protocolli covid e allo svolgimento delle competizioni, senza queste persone l’atletica sarebbe uno sport fantasma, invece regge, nonostante le difficoltà.

A Brescia torna la grande atletica con il Memorial Pettinari!

Aprile 12th, 2021

di Anna Zaltieri

San Rocchino e Fidal Brescia partoriscono insieme una perfetta giornata di sport per gli assoluti che vede impegnati il pomeriggio e la sera del 10 aprile nel Memorial Pettinari.

Molte le gare che si sono avvicendate una dopo l’altra, di quelle a cui ho assistito ci sono i 600 uomini e donne. Tra le donne jet, spicca Alessandra Bonora dell’Atl.Rodengo Saiano Mico in 1.31.65 che supera Sophia Favalli dell’ Atl.Libertas Livorno seconda in 1.34.02, il bronzo va all’ allieva Samira Manai del FreeZone in 1.37.79.

Gli uomini mi impressionano perché volano letteralmente, Stefano Migliorati del San Rocchino rimane in testa fino agli ultimi 100 metri quando viene sorpassato in una bellissima volata dal giovane Francesco Pernici del FreeZone che termina in 1:19:42, Migliorati è quindi secondo in 1:19:86, terzo è invece Giulio Gambardella Dell’Atletica Gonzaga 2011 in 1:23:35.

Ho avuto modo di gustarmi anche il 2000 donne vinto a mani basse dalla campionessa azzurra Nadia Batocletti col tempo di 5:59:41.

La pista di Sanpolino ha di bello che è tutta ben visibile anche dall’esterno che per questo periodo Covid, è un valore aggiunto.
La metropolitana che passa rialzata proprio di fronte ad essa, mi fa ricordare alcuni scorci di New York.

Arrivo molto presto e rimango estasiata da quanti giovani sono in campo per correre e competere le gare previste.
Oggi lo slogan che si sente più spesso tra l’altro da parte di chi dovrebbe educare prima che condannare, è che i giovani di oggi non hanno più nè arte né parte, che sono allo sbando.

Eppure ci sono ancora ragazzi che invece occupano il proprio tempo con qualcosa di meraviglioso come l’atletica, ragazzi che se sono lì un sabato pomeriggio a competere per il salto in alto, in lungo o per la corsa vuol dire che non si improvvisano ma che si allenano e tanto.
Perché l’atletica richiede sacrifici.
Per questo gioisco al colpo d’occhio della pista così ben frequentata!

Per quanto mi riguarda io correrò il 10000.
Non patisco mai la tensione gara, ho sempre addosso quella giusta dose di adrenalina che serve per dare il massimo ma per questo appuntamento mi ritrovo a soffrire di più.
Perché 10 mila metri in pista più che le gambe minano la testa, sono 25 giri e non so assolutamente come li affronterò.
L’unica cosa certa è che parto convinta anche se più di una volta mi chiedo: “ma chi me lo ha fatto fare!?”.

Iscritte con me ci sono anche Muca Flutura del Rodengo e Nadia Turotti della Rebo che sono i miei punti di riferimento in ogni gara.
Per Muca è un periodo di problemi fisici quindi rimarrà dietro e si fermerà, Nadia invece correrà con la solita caparbietà ed esperienza che tanto le ammiro. Ci accordiamo in modo che possa tenerle dietro ma né l’una né l’altra abbiamo un’idea di quanto potremo fare perché senza gare i riferimenti sono davvero pochi.

Alle spalle ho un medio fatto a fatica per questo immagino di non tenere i 4,30. E nonostante parta un po’ forte mi riposiziono sui miei tempi ma lascio andare Nadia che oggi per me è troppo veloce. Mi trovo senza treno a girare da sola, alla partenza dei 200 Cristian mi dà i tempi e manforte, dall’altra parte c’è il tifo del Mister e dei ragazzi che mi aiuta a tenere duro.

Al traguardo qualcuno mi incita chiamandomi per nome, non capisco subito chi sia, mi rendo conto dopo che è Federico Danesi di Fidal Brescia che a metà gara inizia anche a darmi i giri che mancano.
Mentre corro vengo doppiata ovviamente dalle prime donne e nella fatica che provo immagino di avere due giri in meno, quando invece dei 4 giri mancanti Federico mi grida che i giri sono 9 mi sento un’incudine sulla testa.. alla Willy e il Coiote per capirci!
In quel momento ho patito il 10 mila in pista!
Ma come si fa in tutte le gare si trovano pretesti e motivazioni per andare avanti e portare a termine la prestazione.
Riesco anche ad aumentare un pochino il passo nell’ultimo giro, chiudo la mia prestazione in 46.26.

Sono soddisfatta di me stessa.
Perché ho terminato questa gara che tanto mi intimidiva e ho deciso che questa specialità mi piace e molto!
Perché ho corso da sola e la mia testa ha retto alla grande!
Perchè correre per me è la cosa più bella del mondo e se io alla corsa offro tanti sforzi e sacrifici lei mi migliora.
Perché ridimensiona il mio orgoglio e tempra quell’umiltà necessaria per approcciarsi a questo sport.
Perché mi rende consapevole della mia grinta e dei miei punti di forza e così facendo mi rende una persona migliore.
Perché mi regala gli amici migliori che io abbia mai avuto.

Riparto da qui a lavorare, da questo 46.26 che abbasserò per tornare ad abbattere i miei muri personali.

Per dovere di cronaca i 10000 femminili sono stati vinti da Gaia Colli dell’ Atl.Val Brembana col tempo di 35.05.76, segue Barbara Bani del Freezone in 36.07.54 a cui va il titolo provinciale di specialità, terza è Gloria Giudici del FreeZone in 36.28.17.

Per gli uomini Nicola Bonzi dell’ Atl. Val Brembana termina in 29:45:40 che conquista il titolo regionale. Secondo in 29.52.83 è Andrea Soffientini dell’Azzurra Garbagnate seguito dal neo campione provinciale Hicham Kabir del San Rocchino in 30.08.10.
Complimenti a tutti!

IL Campaccio: 64ª edizione

Marzo 22nd, 2021

di Anna Zaltieri

Atleticamente parlando, se da una parte ci sono persone che con la comparsa del virus si sono per così dire, messe in stand by, dall’altra ci sono quelli che continuano a credere che l’antidoto migliore sia continuare a correre e partecipare alle poche gare confermate.

Un virus non cancella quello che siamo e quello che amiamo e con i protocolli di sicurezza approvati dalla legge, le competizioni si possono fare.

L’organizzazione del Campaccio ha rimesso in piedi anche quest’anno la 64° edizione di uno dei due cross più blasonati d’Italia, l’altro è la 5 Mulini che purtroppo non farà correre i Master.

L’edizione del 2021 per essere svolta in sicurezza è stata divisa in due giornate: per noi Master la gara si è corsa sabato 20 marzo dalle ore 14.00.

Armati di autocertificazioni in caso di controllo, partiamo in 5 accompagnati dal Mister: io, Luca, il Riccio, Riccardo Morandini e Cristian.

La giornata è soleggiata e ventosa con una temperatura perfetta per correre. Il solito colpo d’occhio del percorso è emozionante, peccato non poter assistere alle gare degli assoluti che sono senza dubbio le più affascinanti da seguire. Gli atleti si avvicenderanno in modo ordinato a seconda delle categorie, il tifo lo si potrà fare solo dall’esterno , per fortuna alcuni punti sono ben visibili.

I primi a partire sono Cristian e il Riccio che correranno 5300 mt, io riesco a seguirli e a fare qualche fotografia.
Cristian parte bene ma ben presto cambia passo e mentalità tanto che arriva senza motivazione al traguardo con un tempaccio di 21:04 minuti.
Il Riccio parte forse troppo forte e se corre bene la prima parte di gara poi mi pare che ceda un po’, arriva abbastanza provato ma con un ottimo tempo di 20:14 minuti.

Segue la categoria degli SM50 che vede brillare Riccardo Morandini che con la solita sicurezza dà quello che può in 19:15 minuti per i 5300 mt di sudore e fatica , è 8° di categoria.

 

Luca in gran forma corre sciolto, termina 12° di categoria e ferma il cronometro in 19:48 minuti.

Alle 16.00 tocca a noi donne.
Lo ammetto, io che di solito sono abbastanza tranquilla in pre gara, oggi sento un po’ la pressione. Questo ultimo mese ho come si dice in gergo “ tirato indietro” per un problema alla gamba e pur continuando ad allenarmi ho fatto parecchia fatica quindi avevo il timore di soffrire molto e di avere un risultato che mi avrebbe un po’ abbattuto ma la voglia di gareggiare è tanta e mi sono buttata con la solita grinta cercando di fare del mio meglio.

Il Campaccio è una gara bellissima ma la parte che più amo è quella della famose cunette, un su e giù che se non sei allenato ti taglia le gambe.
Mi stupisco invece di come reagisco, in salita aumento il ritmo mentre lo perdo un po’ sul piano ma lo so già, per questo cerco di fare del mio meglio nella parte erbosa e mossa in modo da non perdere troppo in zona traguardo dove ci si immette in pista, lì davvero devo stringere i denti perché sento di non avere molta velocità.

Per noi donne sono 4 i chilometri e poco più, 2 chilometri a giro, riesco a tenere una costanza tra l’uno e l’altro e all’arrivo mi meraviglio di aver avuto un passo così sostenuto, chiudo in 18:31 con un passo di 4,34 al km.
Sono felice, di quella felicità che solo la corsa sa regalarmi.

Ai vertici di questa competizione nel maschile per le categorie SM 35-50 troviamo Renato Tosi del Paratico che col tempo di 17:42 è primo assoluto, seguono in 17:57 Bertocchi Mattia del DK Runners Milano e in 18:03 Vecchietti Matteo dell’Atletica Valle di Cembra.

Per gli SM55 +, 4 chilometri che vedono doppietta dell’Atletica Paratico con Marco Premoli che in 14:11 precede l’inossidabile Giorgio Bresciani, 3° è invece Rosa Marcello dell’Atletica Libertas Sesto in 14:24 minuti.

Per le donne un duello serratissimo si svolge tra Ilaria Bianchi della La Recastello Radici Group che vince in 14:49 e Carla Primo della Rari Nantes Torino 2° in 14:50.
Fuori da questa baruffa ma ottima 3ª è Lia Tavelli dell’atletica Lonato che un podio se lo conquista sempre, conclude in 15:25.

 

Domenica 21 marzo si sono avvicendate le restanti categorie, non possiamo non accennare ai piè veloci più attesi.
Per gli uomini si porta a casa l’oro Jacob Kiplimo dell’Atletica Casone Noceto col tempo stellare di 29:07 su 10 km di campestre.
Seguono l’etiope Nibret Melak in 29:10 e Chelimo Oscar dell’Athletic Club 96 Alperia in 29:14.
Ci tengo a segnalare che Faniel della Fiamme Oro Padova è 4° in 29:53 mentre Chiappinelli dei Carabinieri è 7° in 30:40.
In 8° piazza troviamo il grande Cesare Maestri dell’Atletica Valli Bergamasche Leffe col tempo di 30:51.

Tra il gentil sesso vince l’etiope Tsehay Gemechu in 19:03 che duella con la keniana Lilian Rengeruk, 19:06, terza è ancora un’africana di Etiopia Tsige Haileslase in 19:56.
La migliore delle italiane è Francesca Tommasi che conclude 6° in 20:15.

Concludo ringraziando ancora l’Unione Sportiva Sangiorgese, il responsabile organizzativo dell’evento Tito Tiberti e tutti i volontari presenti, che senza timore ma con tanta caparbietà non si sono persi d’animo ed hanno allestito anche per il 2021 il Campaccio.

Lo sport tanto bistrattato è uno degli strumenti per tenere alto il morale ed il sistema immunitario!

Primo Cross “Parco delle Cave”

Febbraio 8th, 2021

di Anna Zaltieri

Grazie!
All’Atletica Rodengo Saiano Mico, all’Atletica Cellatica, allo Sport Club Liberavventura e a tutti quelli che in questo periodo hanno messo energia e convinzione nell’organizzare il “Cross del Parco delle Cave” di domenica 7 febbraio, gara nazionale e valevole come 1ª fase di CdS regionale e questo nonostante le difficoltà e i protocolli del momento.

Lo so, di solito i ringraziamenti andrebbero in calce all’articolo ma di fronte al foglio bianco ho ascoltato quale emozione è sbucata fuori per prima ripensando alla giornata di ieri.

Eccola, la gratitudine per le persone che davvero ci hanno creduto e che hanno organizzato una gara impeccabile da ogni punto di vista.
Credo che tutti quanti siano soddisfatti della risposta dei quasi 600 partecipanti che ordinatamente si sono avvicendati dal mattino presto fino al pomeriggio.
Presenti anche squadre di altre città e qualche nome di calibro come Francesco Puppi dell’Atletica Valle Brembana.

Ma partiamo con ordine e soprattutto dalla nostra stoica Guerrini.
Presenti in pochi ma gagliardi e vogliosi di gareggiare.
Arriviamo presto annusando un’aria frizzante, gioiosa di ritrovate amicizie di corsa, saluti e sorrisi.
In fondo non siamo mai cambiati, non abbiamo smesso di allenarci e di pensare alla corsa e di avere voglia di competizione.

Rivedere le mie avversarie mi mette una carica positiva che mi mancava e tornare alle gare con Anna Sandrini la mia più cara compagna di corsa mi dà una grande tranquillità e forza.
Per me sono passati 3 mesi senza gare, per lei si parla di due anni dopo la maternità, è un bel rompere il ghiaccio! E lo fa alla grande…

Le chiodate oggi sono affilate, 12 millimetri di punta per aggrappare un terreno ammorbidito dalla pioggia dei giorni precedenti e della notte.

Lo sparo di partenza per noi arriva quasi improvviso ma nessuna è impreparata e tutte scattano con grinta verso il percorso, un giro corto con una salita che fa subito selezione e via a terminarlo con discesa e di nuovo salita verso il giro lungo.

Fuori dal parco i nostri compagni di squadra urlano per incitarci, presenti anche Davide Serlini e Roberto Tononi, Roberto lo Zanna e il Mister che non corrono ma ci danno manforte col tifo!
Nella seconda salita supero l’amica del Paratico, Tiziana Turelli, in realtà speravo di attaccarmi ma pare ceda così passo oltre senza avere il fiato per dirle almeno un “forza”.

Il giro lungo è molto corribile ma che fatica! Il non aver fatto altre gare si sente, diciamo che si perde in brillantezza.
Arrivate alla discesa tiro il freno a mano, ho perso dimestichezza nel fare discese così in piedi e so che perderò quel brio che mi avrebbe permesso ( forse!) di rimanere avanti a Tiziana, so già che mi passerà e so anche dove…che indovina!
Mi supera , cerco di attaccarmi ma mi rendo già conto che non riuscirò a fare la volata per tentare un nuovo sorpasso, arrivo 6ª di categoria col tempo di 15:29 mentre lei due secondi prima di me, complimenti Tiziana!

All’arrivo cerco di sgarbugliare il chip dalle stringhe delle scarpe, neanche il mago Silvan sarebbe riuscito a legarlo così!
Alzo gli occhi e vedo Anna che mi fa segno col pollice su, e ci credo! E’ arrivata 6ª assoluta e 2ª di categoria col tempo di 13:41 per una lunghezza di 3 km e 280 mt.
Dopo due anni di assenza alle gare e varie peripezie da mamma è tornata ad allenarsi ritagliandosi degli spazi tutti suoi e i risultati l’hanno pagata e sono scritti.
I miei complimenti di cuore!

Brave anche alle donne all’apice della classifica, Eva Grisoni dell’Atletica Paratico è 1ª col tempo di 12:57, segue un’altra amica che mi è particolarmente cara, Lia Tavelli dell’Atletica Lonato che ferma il crono in 13:10, stesso tempo per Silvia Casella dell’Atletica Gavardo Lib.90.

A seguire gli over SM50 e oltre.
In questa categoria corre Luca che è in forma e nonostante odi visceralmente le campestri riesce ad esprimersi e a correre molto bene tutta la gara, per lui un giro corto e due lunghi.

E’ decisamente facile fare il tifo a Luca e riconoscerlo tra tanti atleti visti i colori sgargianti che indossa! Arriva al traguardo col tempo di 22:14 ed è 12° assoluto su 100 partenti.

Il podio è tutto dell’Atletica Paratico, al vertice un grande ed astuto Roberto Sopini che sigilla il suo successo col tempo di 21:20, segue Marco Premoli in 21:22 e in terza piazza vola Alessandro Marini detto Spartacus, in 21:23.

Ultima batteria in cui correranno i nostri è quella degli SM35/SM40/SM45, per loro lo stesso giro degli SM50 e over.
Luigi Bresciani, il Riccio e il Presidentissimo sono i nostri tre atleti che attaccheranno il percorso campestre del Parco delle Cave.

Luigi Bresciani è il primo dei falegnami, si esprime alla grande e termina con un’ottimo tempo di 22 minuti, in 22:15 chiude il Riccio che corre con scorrevolezza su un percorso sicuramente vicino alle sue doti da montanaro. Termina in 23:13 Cristian che appannato in questi ultimi anni da un calo fisiologico e temporale, riesce però ad eseguire con intelligenza una bella gara in progressione, la classe insomma non è acqua!

L’oro va a Zugnoni Graziano dell’Atletica G.P.Santi Nuova Olonio in 19:49, segue Davide Maggi della Società Escursionisti Civates in 19:54, il bronzo all’instancabile Renato Tosi del Paratico in 20:05.

Il pomeriggio corrono gli assoluti, non possiamo perderli così torniamo alla Cava che fortunatamente è vicina a casa, per goderci lo spettacolo.
Vedere soffrire gli altri in campestre fa dimenticare le proprie tribolazioni atletiche del mattino, adesso tocca a loro e loro sprigionano ben altri cavalli.
La giovinezza consegna ai loro corpi una forza invidiabile, e noi Master ci godiamo lo spettacolo.

Per le donne 7,5 km di sudore che vedono vittoriosa Giulia Zanne dell’Atletica BS50 Metallurg.S. Marco col tempo di 27:26, la segue Claudia Collo dell’Atletica Valle Brembana in 27:34, terza è Alice Gaggi de La Recastello Radici Group in 27:45.

Gli uomini affrontano la 10 km, 4 giri di passione vinti con intelligenza da Francesco Puppi dell’Atletica Valle Brembana in 31:36, 2° in 31:42 il compagno di squadra Pietro Sonzogni e 3° Mattia Padovani dell’Atletica Lecco Colobo Costruzioni.
Segnalo in 4° piazza Enrico Vecchi del Rondengo col tempo di 31:51!

Che dire … oltre ai ringraziamenti meritatissimi in cui mi sono sperticata in incipit … è stato bello anzi bellissimo tornare a gareggiare.
E’ stato bello rituffarsi nella solita domenica del podista, è stato bello ritrovare quel misto di “machimelofafareasvegliarmiaquestoranacheladomenica” e ho fatto bene a venire e correre, è stato bello competere soffrendo e sognando il traguardo, è stato bello sentire il respiro affannoso e corto, è stato bello essere tutti insieme, distanti ma uniti.

E’ stato bello assaporare quanta voglia di corsa e di vita abbiamo ancora!

Personal best: Ancona 25 ottobre 2020

Ottobre 26th, 2020

di Anna Zaltieri

Anche se storpiato da alcuni problemi di corrente elettrica , è arrivato .. il Personal Best intendo … Dopo anni di ricerca, di stop e di sofferenze atletiche, c’è. Anche se l’emozione è sfumata nell’amarezza. Perché l’onestà a volte non paga.

Con Lia Tavelli e Stefano Avigo dell’Atletica Lonato, io e Luca partiamo il sabato per una gioiosa trasferta marittima ad Ancona. Unica 10 km in tutta Italia omologata per la domenica 25 ottobre.

E’ stata battezzata Campionato Italiano dai ragazzi della squadra organizzatrice, Sef Stamura perchè ha attirato da tutto lo stivale atleti di calibro, cito solo la campionessa Under 20 di corsa in montagna Angela Mattevi dell’atletica Val di Cembra che ha tra l’altro vinto la gara con un tempo di 35:11.

Il sabato ritiriamo il pacco gara nella suggestiva Mole Vanvitelliana ex lazzaretto e ci godiamo qualche scorcio del porto di Ancona, una città ricca di storia che troneggia su un promontorio a gomito e che si affaccia su uno sconfinato mar Adriatico.

L’aria che si respira è leggera e profumata e ben si sposa con il carattere cordiale ed ospitale degli anconetani, popolo aperto agli scambi culturali. E agli anconetani si deve la perfetta organizzazione della gara del giorno dopo.

La domenica mattina c’è fermento, dalla finestra della camera di hotel che rimane in alto rispetto al porto, oltre al mare mi godo anche l’arrivo dei tanti atleti, le giubbe raggruppate a colori delle varie squadre si muovono sul percorso e io ho voglia di scendere per scaldarmi. La temperatura è perfetta, solo un naturale vento marittimo ci disturberà in gara.

In partenza siamo disposti in più griglie, le indicazioni sono chiare, ognuno si deve posizionare su un bollino rosso e sempre in modo chiaro ci viene detto che il tempo che sarà preso è quello del chip, in condizioni così particolari le solite regole Fidal del real time non valgono.

Allo sparo con calma ci muoviamo e facciamo partire il cronometro al passaggio del chip. Si parte forte, io piazzo un 4,12 di media nel primo chilometro, sto bene ma devo stare attenta, rimango ancora sotto i 4,20 poi mi stabilizzo, ogni tanto mi trovo forte vento contrario e cerco di coprirmi dietro qualche uomo in cui mi imbatto, visualizzo un gruppo di donne che ha una gran bel passo ma troppo forte per me, rimangono però per parte della gara a vista e mi attacco visivamente e a loro per tenermi su col ritmo.

Tre sono i cavalcavia da correre, i primi due sono lunghi e mi pare non finiscano più, sul primo tira un forte vento, un ragazzo dell’atletica Falconara generosamente cerca di coprirmi per aiutarmi, gli sono grata e riesco a fiatare un grazie tirato.

Passo al 5° chilometro in 22:01, sono sotto il mio personale ma non immagino di poter abbassare ancora, mi prometto di rimanere costante e girarci lì intorno. Il terzo cavalcavia arriva come una mazzata, è durissimo e per passarlo decentemente accorcio il passo e meno le braccia. Sono stanca e non capisco fino in fondo il perché..in realtà il tempo di arrivo mi darà la risposta, sto andando forte.

Nell’ultimo chilometro do tutto, Luca, Stefano e Lia mi fanno una gran tifo e con qualche dritta aumento ancora il passo, arrivo al traguardo, guardo il tempo e leggo 43:52, scoppio a piangere.
Perché? Lo capiranno solo gli atleti, quei matti che costruiscono ogni secondo di un numero , sera dopo sera, settimana dopo settimana, mese dopo mese e anche anno dopo anno. Ci vogliono anni a volte per i personali, sofferenze atletiche, stop, e ad oggi ci si è messo anche il Covid.

E i nostri risultati li scriviamo, perchè è questo l’atletica, allenarsi, porsi obbiettivi e raggiungerli ma soprattutto scriverli. Senza un risultato scritto si è altro, non si fa atletica, si corre e basta. E il mio pianto di gioia significa tutto un pezzo di vita, dubbi, confronti, paturnie ma anche gioia e passione.

Ma qualcosa è andato storto, nelle ore successive realizziamo che è mancata la corrente e il tempo preso è quello dello sparo, secondi persi e il mio nuovo personale è 44:04, ben diverso vedere un 43. Sono amareggiata soprattutto perché non avremo altre gare per riconfermare il tempo almeno per ora. Mi consola solo che il passo rimane lo stesso, 4,24 di media e che sono 5° di categoria dietro ad atlete molto forti.

Più alti quindi anche i tempi di Luca e Stefano che piazzano rispettivamente un 37:47 e un 37:36, mentre Lia partita in prima griglia non ha avuto questo disguido e ha piazzato un grandissimo 37:20 senza nemmeno aver alle spalle una preparazione sui 10km! Ed è 2° di categoria!
Della vincitrice Angela Mattavi ho già accennato all’inizio, il vincitore invece è un alto ragazzone della TX Fitness S.S.D., Loitanyang Simone Kibet che chiude il crono in 30:24.

E’ stata una trasferta bellissima, ho confermato il mio stato di forma raggiunto e costruito nel tempo e ovviamente non mi fermo qui.
Andiamo incontro a tempi difficili vero ma noi runner…non molliamo mai.

Sconfinare …

Ottobre 12th, 2020

di Anna Zaltieri

La trasferta, quanto amo questo sostantivo quando va a braccetto con la corsa. In una moria generale di gare su strada, abbiamo scovato la Timent Run a Latisana in provincia di Udine, unica gara di 10 chilometri omologata Fidal in tutta Italia per domenica 11 ottobre.

Il sabato io, Luca, Cristian e Davide ci siamo messi in auto per raggiungerla. Latisana è un paese di confine tra Friuli e Veneto con un bel centro storico animato da tanta gente giovane.

Ci siamo così goduti qualche ora lieta nella sua bella piazza ed abbiamo anche meno lietamente scoperto quanto popolose siano le colonie di zanzare e cimici del luogo.

La nottata è stata movimentata un po’ per tutti, un gran caldo e gli scomodi “abitanti” del posto ci hanno tenuto svegli ad intermittenza, in più all’alba della domenica è iniziato a piovere e soffiare vento, niente di buono per la nostra gara.

Dopo colazione ci attrezziamo con sacchi di plastica e antivento per poterci avvicinare alla partenza e verificare le condizioni meteo dal vivo. Serpeggia la voce di un possibile annullamento della competizione per allagamenti sul percorso e la notizia ci getta nello sconforto.

Aver fatto tanta strada per correre una quasi invisibile gara in tempo di covid e vedersela annullata per colpa del mal tempo è come avere addosso la nuvola di Fantozzi! Ma la Protezione Civile conferma la fattibilità dell’evento e l’unico inconveniente è lo slittamento della partenza di mezz’ora.

Siamo 3 batterie in cui ognuno è ben distanziato, noi ci schieriamo nella seconda e siamo pronti allo sparo. Io parto con l’intenzione di godermi questa gara dall’inizio alla fine perché temo che sarà l’ultima.

Il vento è forte ma butto giù la testa e meno le braccia, sempre in spinta concludo il primo chilometro in 4,24 e sto meravigliosamente bene. Il percorso è filante ma abbastanza muscolare, in gran parte giocato sull’asfalto ha brevissime salite ed alcuni tratti di sterrato molto infangati dove ritrovo la gamba da campestre.

Non voglio cedere un centimetro e visto che le gambe girano ne approfitto.
Tra il 7° e l’8° chilometro salta fuori una fitta al fegato, forse la mancanza di abitudine alle gare, è così forte che devo rallentare pesantemente e questo mi fa arrabbiare notevolmente! Tiro qualche respiro profondo e non appena il dolore molla un attimo, riparto. Il vento contrario e laterale ad un certo punto mi dà una sventola sul fianco sinistro che poco ci manca che vacilli ma senza darci troppa importanza imbocco decisa l’argine del Tagliamento.

Qui è tutto infangato e corro nelle pozzanghere, i piedi sono gelati ma quando spunta il 9° chilometro mi dico che devo darci dentro fino alla fine e aumentare il passo. Corro sotto i 4,20 nonostante le pozzanghere delle prime centinaia di metri e arrivo al traguardo bella alta e in spinta tra gli incitamenti di Luca e Cristian.
All’arrivo trovo l’abbraccio di Davide.
E il tempo di 44,58.
Sono felice e 1ª di categoria SF40.
Avevo bisogno di una conferma e questa conferma può darmela solo la gara.

Per i ragazzi è stata una buona prova anche se non da protagonisti. Luca è il più veloce del trio, corre bene nonostante il tempaccio e termina in 38:22 ed è 2° di categoria SM50. Davide è soddisfatto soprattutto perché arriva davanti al Presidente, conduce una gara attenta ma mai portata al limite e chiude in 38:58. Cristian, il nostro sempre immenso condottiero termina la sua prestazione in 39:31. E’ per lui un periodo di pochi stimoli, speriamo li ritrovi presto perché merita di stare più in là in classifica, anche se è vero che ha già scritto la sua storia, c’è ancora spazio per racimolare qualcosa di buono!

Per dovere di cronaca la vittoria è di Luca Parisi della Acsi Campidoglio di Palatino con il tempo di 32:18, l’argento l’ha conquistato Andrea Rinaldi della Fondazione Bentegodi in 32:38 ed il bronzo è per Zampis Omar dell’Assindustria sport Padova in 32:47.

Tra le donne svetta Marta Fabris della A.S.D. Team Km Sport in 38:43, segue Pianeta Chiara della stessa squadra in 40:06 e terza è Ballabio Cristina di Runners Desio in 40:17.

La trasferta termina con buone notizie dai Campionati Italiani Individuali su pista Master 2020 di Arezzo. L’amica Lia Tavelli è due volte campionessa italiana, sugli 800 metri con 2:26:30 e nei 1500 con 4:52:86.
Per Stefano Avigo due terze piazze negli 800 con 2:10:68 e nei 1500 con 4:36:40.

Complimenti a noi e a tutti quegli atleti che non demordono e che anche nei momenti peggiori continuano a credere a questo meraviglioso sport che è l’atletica!

Il miglio di Lonato al tempo del Covid

Ottobre 5th, 2020

di Anna Zaltieri

Sabato 3 ottobre si è svolta la 21° edizione del Miglio di Lonato organizzato dall’Atletica Lonato, una squadra che in tempo di Covid si è coraggiosamente messa in campo per farci correre.

Corposa l’adesione, circa 250 atleti, tra cui vari esordienti, ragazzi e cadetti, hanno animato la Comunità Missionaria di Villaregia che per il secondo anno consecutivo ci ha gentilmente ospitato con un percorso muscolare e molto apprezzato.

Dopo i giovanissimi 3 batterie di donne si sono avvicendate per sfide ad ogni livello di velocità.

La voce del simpatico speaker Stefano Avigo accompagna la 1° batteria di donne, la più lenta ma non per questo meno competitiva.

Io parto in 2ª batteria con l’unica intenzione di abbassare il tempo di 6.49 dell’anno scorso, anche se la partenza è stata spostata, i 1600 metri ci sono e poco cambia.

Allo sparo le mie compagne scattano come leonesse in avanti, io come al solito rimango indietro ma in pochi metri riprendo posizione.

Le gambe urlano vendetta per tutti i chilometri che sto accumulando ma rispondono bene comunque alla velocità e alle lievi ma impegnative salite su cui si trovano a scorrere.

Termino in volata in 6.36 che per me è un grande risultato, 13 secondi in meno del record precedente.

La 3° batteria è la più spettacolare perché corrono le atlete più veloci e dinamiche. Individuo subito nel primo giro l’amica Lia Tavelli, il suo sguardo dice tutto e capisco che sarà lei a vincere.

E’ in intelligente attesa nel primo giro, quasi sorridente come suo solito, nel secondo ha già preso posizione e inizia a portarsi avanti, il terzo giro è da pelle d’oca, parte con una voltata lanciata ad una velocità imprendibile per la seconda e con una falcata da manuale.

Vince anzi stravince in 5.16,26 e non c’è n’è per nessuno quando la sua testa decide che è la giornata giusta. Seconda è Bartoli Claudia dell’Atletica Montichiari in 5,18,44 e terza in 5,26,17 è Sahili Rafika della Brixia Atletica 2014.

Per gli uomini sono ben 8 le batterie.

Luca parte nella 7° e termina col tempo di 5,12,42 ma non entra mai in gara. Stanco e senza allenamenti di velocità addosso corre a mio parere al meglio che ha potuto.

Tonano a casa invece senz’altro soddisfatti i primi 3 atleti , Marzetta Francois della DK Runners Milano è 1° in 4,27,22, segue in 4,28,72 KHATOUI Youssef dell’Atletica Valcamonica mentre il bronzo se lo aggiudica Stefano Goffi della Polisportiva G.B. Vighenzi col tempo di 4.33,18.

E’ bellissimo gareggiare e manca a tutti, ogni giorno scartabelliamo in internet alla ricerca di gare anche in altre regioni per poter competere. Le trasferte non ci fanno paura, finchè si potrà noi ci sposteremo in attesa che qualcosa cambi.

Ringraziamo quindi tutte le società che ci provano a tenere vivo questo sport stupendo che è l’atletica e che come tanti altri sport, passa purtroppo sempre in secondo o anche terzo piano.

Concludo con un ringraziamento agli amici dell’Atletica Lonato che sono stati impeccabili nella gestione della gara dall’inizio alla fine.

Si ricomincia!

Settembre 22nd, 2020

di Anna Zaltieri

Dopo mesi di nulla ed angoscia, la voglia di gareggiare si riaffaccia nei cuori dei tanti atleti.
E’ stato difficile allenarsi in questo periodo, soprattutto è stato difficile farlo senza obbiettivi precisi se non quello di mantenere un minimo di forma.

Le prime gare ad apparire in calendario sono quelle in pista.

Unica outsider, per ora, su strada la 10 km e la 21 km di Monza.

Io e Luca abbiamo rotto il ghiaccio sabato 12 settembre per i 10 chilometri nel famoso circuito di Monza e con piacere ci siamo ritrovati con molte facce conosciute del podismo bresciano.

L’organizzazione è stata encomiabile, tantissimi i volontari e tanta la voglia di dare un segnale positivo per poter ricominciare.

Qualcuno ha preferito non partecipare sia per paura sia perché la versione covid delle gare non piace, io invece ho voluto esserci per dare un messaggio preciso di coraggio, perchè nella sofferenza sono la positività e la voglia di vivere che devono vincere.
Per essere grati alla vita per la salute che ci dà non possiamo che amare ciò che facciamo e non scoraggiarci anche per chi vorrebbe correre e non può.

E’ un dovere e finchè si può fare sposerò questa linea.

Tornando a noi, il sole è stato l’unico incomodo della giornata.

Prepotente e “bestiale” ci ha martoriati per i 30 minuti di attesa prima della partenza ed ha continuato la tortura sul percorso di gara.

Il primo mille l’ho corso in linea con le aspettative ma il caldo ha subito ammazzato ogni mia velleità di arrivare in modo dignitoso, ho concluso comunque la gara perché ” non esiste che molli”!

Sul percorso mi sono imbattuta in ” morti di guerra”, atleti schiantati dal caldo che hanno ceduto e si sono fermati.

Luca è tra questi atleti che un po’ per il caldo un po’ perché partito molto forte non ha retto oltre il 6° chilometro ed ha preferito aspettarmi .

Non ha ceduto invece Eyob Faniel che ha tentato proprio a Monza di abbassare il record italiano di Meucci dei 10 km su strada di 28,08, per soli due secondi stabilisce sì il suo pb in 28,10 ma manca il record.

Giovedì 17 settembre con Luca ci presentiamo in pista per la gara dei 1500 mt a Concesio.

Non abbiamo più fatto pista né velocità e quindi il mio pensiero è stato quello di buttarmi ma che avrei fatto un pasticcio.

Ormai lo sanno anche i muri che io e la velocità viaggiamo su binari paralleli, che sento più mia la resistenza, che amo le campestri alla pazzia e forse è stata questa serena consapevolezza di non poter dare nulla che mi ha fatto esprimere come non mai.

Allo sparo ho lasciato correre le ragazze senza farmi trascinare ma concentrandomi sulla mia andatura, fortunatamente ho avuto come “lepre” Maria Lorenzoni che mi ha tenuto sveglio il passo.

Gli ultimi 100 metri ho tentato il sorpasso e ho vinto la volata sostenuta dal tifo dei miei più cari compagni di squadra.

Ho fatto il personale, di poco, pochissimo, 6,13,32 contro i 6,13,60 dell’anno scorso , per me che pensavo di essere molto lontana da questi tempi è stato emozionante!

Luca invece non si è avvicinato al suo personale ma tenuto conto della mancanza di allenamento ha concluso una prestazione discreta in 4,43,58 e che fa ben sperare per un miglioramento.

E adesso?

Cerchiamo le gare, le scoviamo per poter confrontarci con altri atleti.

E’ la gara che migliora le prestazioni, l’allenamento ci dà la base ma la resistenza alla sofferenza di gara viene solo dalla competizione e dal confronto.

Concludo ringraziando i miei compagni di squadra e il Mister per esserci stati sempre in questi mesi, loro hanno reso questo periodo gioioso nonostante tutto, loro hanno mantenuto viva la motivazione, loro sono una certezza.

A tutti auguro che la corsa torni ad essere un punto di luce in una vita a tratti complicata e contorta.

Baobab Road to Mali

Maggio 31st, 2020

In tempo di coronavirus, con l’impossibilità di organizzare competizioni podistiche classiche, il gruppo Africa Grand Baobab Onlus organizza una imperdibile corsa podistica “a distanza” denominata Road to Mali, di 4951 km, da percorrere cumulativamente tra tutti gli atleti: divisi ma uniti.

La prima tappa si svolgerà dal 1 al 7 giugno.

Partecipare è semplicissimo:

  • Vai sul sito www.grandbaobab.org ed entra nella pagina dedicata;
  • Scarica e stampa il pettorale;
  • Se puoi fai una donazione all’associazione, i dettagli sul sito;
  • Percorri la distanza che vuoi, correndo o camminando;
  • Manda una foto indicando i km percorsi.

Vi aspettiamo numerosi, aiutateci a percorrere la distanza.

Cross del Bosco Virgiliano: il resoconto

Febbraio 12th, 2020

di Silver

Domenica 9 febbraio si è svolto a Mantova, il Cross del Bosco Virgiliano, gara regionale Fidal di corsa campestre. Qui ci abbiamo già corso un paio di anni fa, allora era in calendario come Campionato Regionale Fidal di Società di corsa campestre, e mi ricordo che c’era moltissima gente alla partenza.

Quest’anno la competizione è stata “ridimensionata” a semplice gara regionale ed i numeri si sono visti: circa 200 i master, tra donne e uomini, poche decine per le categorie giovanili.

Peccato, perchè questo è un cross che meriterebbe ben altre attenzioni. Una location stupenda, il Bosco Virgiliano alle porte di Mantova, un percorso bellissimo, a tratti filante, a tratti tosto con curve e controcurve che giro dopo giro lasciano il segno. Speriamo che il futuro riservi migliori fortune a questa magnifica campestre.

C’è sempre molta Brescia in questa gara. Noi falegnami ci siamo presentati in buon numero ai nastri di partenza, esattamente in 14, comprese due balde gelatine. Dopo le batterie dedicate ai più giovani vanno di scena i master, divisi in due batterie: nella prima, di 4,2 km,  ci sono tutte le donne più gli uomini over 60; nella seconda, di 6,3 km, tutti gli altri (SM-SM35-SM40-SM45-SM50-SM55).

La prima batteria è stata vinta dal bresciano doc Osvaldo Faustini del F.O. Running Team, davanti Rinaldo Gadaldi dell’Atletica Virtus Castenedolo, terzo Moreno Scardeoni dell’Atletica Roncole. Tra le donne la vittoria non sfugge a Valentina La Pina del Brescia Marathon, seconda Elena Garda dell’Atletica Vighenzi, terza Maria De Vitis del G.S. Montegargnano.

Molto brave le nostre due portacolori che si battono come leonesse e portano a casa due eccellenti prestazioni: Anna Zaltieri, la nostra penna principe,  arriva quinta assoluta e quarta di categoria, SF 40, mentre l’indomita Cesi Pasquali è nona assoluta e prima di categoria, SF55. Applausi scroscianti per loro.

Nella seconda batteria falegnami sugli scudi, con molti atleti sul podio. La gara è vinta da Alessandro Romani dell’Atletica Insieme Verona davanti al nostro top player Noè Gabusi che conquista anche la prima posizione della cat. SM45, terzo Hassan El Azzouzi dell’Atletica Virtus Castenedolo.

 

Dei nostri abbiamo, a seguire, il bravo Luigi Bresciani che giunge nono assoluto e 2° nella categoria SM40, il fantasmagorico presidente Cristian Tononi, 2° nella cat. SM45, il guizzante Luca Pretto, 2° nella cat. SM50, il caparbio Roberto Tononi, 4° nella cat. SM35, e il “simpatico rompiscatole” Roby Zanna, 5° nella cat. SM45.

Un po’ più indietro ma autori di prove di tutto rilievo troviamo: Stefano Fiorina, Roberto Olivetti, il sottoscritto Silvano Treccani, Andrea Cavalli, Sergio Serana e Dario Anataloni.
A tutti loro vanno i nostri complimenti.

La classifica completa.